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Per l’economista Illarionov la Russia è entrata in una fase di recessione

maggio 17, 2011
La produzione di mezzi di trasporto è diminuita dello 0,9%, la produzione di macchine elettriche è scesa dell’1,2%, la produzione tessile è calata dell’1,8%  e quella di legname è scesa dell’1,8%, la produzione metallurgica ha registrato una contrazione del 3,5%, la produzione di calzature e di prodotti di pelle è diminuita del 3,7%, la produzione chimica è arretrata del 3,8%, mentre la produzione metalmeccanica di macchinari e di impianti tecnologici è proprio crollata dell’8,1 per cento.
La Russia è entrata in una nuova fase di recessione, che potrà durare per alcuni mesi. La ha dichiarato Andrej Illarionov, ex consigliere per le questioni economiche del presidente Vladimir Putin. Illarionov è arrivato a questa conclusione dopo aver analizzato i dati statistici sull’economia russa forniti dal Centro di analisi economica del Governo russo. “Si tratta di una preoccupante recessione economica che ha già colpito molti settori industriali della Russia”, ha sottolineato l’economista, noto in Russia e in Occidente per la sua posizione liberale e riformista.
Secondo Illarionov, nonostante tutto l’industria non è ancora riuscita a ritornare sui livelli di produzione, che erano stati registrati prima della crisi finanziaria globale, nel mese di gennaio del 2008. Le statistiche economiche russe del mese di marzo del 2011 non hanno fatto che confermare le preoccupazioni emerse nel mese precedente: per la prima volta dopo la conclusione della precedente fase di recessione industriale nel gennaio del 2009, la produzione industriale nei primi tre mesi del 2011 non è cresciuta. “Anzi – ha detto Illarionov – stiamo registrando una preoccupante contrazione di molte produzioni importanti”.
In particolare in febbraio del 2011 la produzione industriale ha registrato una contrazione dell’1,3 per cento rispetto al corrispondente mese del 2010.
Molto preoccupante è la situazione dell’industria dei generi alimentari, nella quale la recessione persiste ormai da cinque mesi. La produzione di mezzi di trasporto è diminuita dello 0,9%, la produzione di macchine elettriche è scesa dell’1,2%, la produzione tessile è diminuita dell’1,8% la produzione di legname è scesa dell’1,8%, la produzione metallurgica ha registrato una contrazione del 3,5%, la produzione di calzature e di prodotti di pelle è diminuita del 3,7%, la produzione chimica è scesa del 3,8%, mentre la produzione metalmeccanica di macchinari e di impianti tecnologici è proprio crollata dell’8,1 per cento.
“Le proporzioni e la velocità dell’attuale recessione mi fanno pensare che la situazione negativa potrà durare per più di un mese”, ha dichiarato l’ex consigliere presidenziale.
La causa della recessione che dura ormai da due mesi, secondo Illarionov, è stata una notevole diminuzione degli investimenti nei settori strategici dell’economia nazionale.
“In base alle informazioni in mio possesso – ha detto Illarionov – posso arrivare alla conclusione che il principale fattore che ha generato la recessione è stata una rapida diminuzione degli investimenti”.
Negli ultimi quattro mesi i ritmi della diminuzione degli investimenti hanno superato di gran lunga le diminuzioni che erano state registrate in precedenza, durante le crisi finanziari in Russia dell’autunno del 1998 e dell’inverno del 2009. Sullo sfondo di una rapida crescita delle esportazioni (di idrocarburi in primo luogo) e il rally sul marcato azionario della Russia una contrazione degli investimenti significa che alla base di questo processo negativo si sono trovati dei fattori interni. Una inversione del trend – radicale e alquanto negativo – nel flusso degli investimenti nei settori reali dell’economia nazionale è stata registrata nel mese di dicembre del 2010. Gli eventi politici che possono aver influenzato la situazione degli investimenti possono essere rappresentato dalle rivelazioni di Wikileaks sullo Stato russo “controllato dalla mafia russa (come emergeva dalla corrispondenza confidenziale dei diplomatici Usa), i commenti di Putin sul secondo processo contro Khodorkovskij e Lebedev, la condanna dell’ex patron della compagnia petrolifera Yukos.
Illarionov non ha escluso che una rapida contrazione degli investimenti interni sarebbe stata provocata dalla reazione  della comunità imprenditoriale della Russia a tutti questi eventi.
Inoltre, i preparativi alle elezioni legislative in Russia del dicembre del 2011 e a quelle presidenziali (marzo 2012), l’assenza di informazioni sui piani elettorali del tandem Medvedev-Putin,  non hanno di certo aggiunto sicurezza all’imprenditoria nazionale e internazionale che lavora in Russia. Uno dei tratti particolari della recessione attuale è legato alle direzioni opposte verso cui si muovono i suoi componenti principali. Mentre le esportazioni, le importazioni e il commercio retail continuano a crescere (export e import a ritmi da record), i volumi della produzione industriale, gli investimenti e i redditi reali disponibili della popolazione sono in calo. Eccetto il commercio retail, nessun altro importante componente del Pil russo non è riuscito a risalire ai livelli del 2007-2008.fonte intesasanpaolo24
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