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I consumatori russi preferiscono vino d’importazione a quello russo

giugno 21, 2011

La lotta contro l’alcolismo minaccia di stroncare definitivamente la produzione enologica in Russia.

L’attuale campagna di lotta contro l’alcolismo minaccia di stroncare lo sviluppo della produzione enologica di qualità in Russia, che dispone di grande potenziale per diventare uno dei maggiori produttori di vino nel mondo. Prima del taglio barbarico ai tempi di Mikhail Gorbaciov, che credeva così di poter combattere la devozione del popolo russo alla bottiglia, le vigne occupavano una superficie di 200 mila ettari.
Nel 2011 le vigne in Russia occupano appena 65mila ettari, cioè –  senza parlare dell’Italia – una superficie di 60 volte inferiore ai vigneti della Gran Bretagna. Attualmente la Russia è assente nel mondo come produttore di vino. La produzione di uva per vino è concentrata su una superficie di 30mila ettari.
Purtroppo la maggior parte dei produttori acquista all’estero  la materia prima e confeziona  prodotti di bassissima qualità: secondo un recente sondaggio nessuno dei vini russi venduti al prezzo di 100 rubli a bottiglia corrispondeva alla qualità e al marchio dichiarati sull’etichetta.
La situazione è paradossale: a differenza dei Paesi europei in Russia l’interesse dei consumatori per i vini di qualità aumenta di anno in anno. Nel 2010 la produzione di vino in Russia (a base di uva propria, ma soprattutto grazie all’importazione è stata pari a 541 milioni di litri, il record assoluto degli ultimi 20 anni. Nel 2011 la produzione rimarrà sugli stessi livelli del 2010 a causa della riforma del mercato dell’alcol (ottenimento dai produttori di nuove licenze e , di conseguenza, la rottura di legami tra i produttori e il commercio).
Gli esperti sperano che in Russia diminuisca la produzione di surrogati di vino e aumenti invece la quota dei prodotti di buona qualità. Questo trend porterà però inevitabilmente all’aumento del prezzo medio di una bottiglia di vino russo.

La produzione di vino in Russia è frenata da una drastica scarsità di materia prima: nel 2010 in Russia ne sono stati prodotti 263 milioni di litri. La scarsità raggiunge 870 milioni di litri di materiali vinicoli. I maggiori Paesi fornitori verso la Russia di uva per il vino sono la Spagna (41%), l’Ucraina (18%) e l’Italia (17%). La scarsità delle vigne rende praticamente impossibile aumentare la produzione enologica negli anni a venire.
In Russia il vino viene prodotto principalmente in due regioni: nel Sud del Paese, come si può comprendere dalla posizione geografica, coltivano l’uva e cercano di produrre dei vini di alta qualità. Nelle regioni centrali producono del vino di bassissima qualità, confezionato in tetrapack, che viene successivamente venduto con marchi contraffatti, non corrispondenti a quelli  dichiarati dal produttore.
I produttori di vini in Russia devono far conto sugli aspetti negativi derivanti dalla psicologia dei consumatori, che non considerano il proprio Paese come terra adatta per la produzione di vini di alta qualità. I vini russi venduti a un prezzo di 140-150 rubli per  bottiglia non hanno nulla da invidiare a quelli d’importazione venduti al prezzo di 250 rubli a bottiglia. I consumatori russi non sono disposti a pagare 250 per una bottiglia di vino russo e a parità di prezzo quasi al 100% preferiscono scegliere vini importati. Perciò il compito numero uno del marketing dei produttori enologici russi è di creare per il vino russo  un’immagine di prodotto di alta qualità.
Molti produttori russi seguono invece la strada più facile, invadendo il mercato di vini economici: l’80% del settore russo del vino sotto 100 rubli per bottiglia è controllato dai produttori russi.
Parallelamente ai produttori di vini di alta qualità e di mass-market operano degli entusiasti sconosciuti che riescono a produrre dei vini straordinari: nel 2011 il  Sovignon Blanc di un enologo  della città di Novorossijsk ha conquistato il secondo premio a un prestigioso concorso in Nuova Zelanda.
La pubblicità del vino russo permette di sperare che nel giro di 5-10 anni i consumatori russi accettino di acquistare dei prodotti interni al prezzi di 500-800 rubli per  bottiglia. Seguendo questo trend i maggiori produttori di vini (non parliamo di quelle società che si occupano di imbottigliare vino importato di bassissima qualità) riducono la produzione di vini da tavola aumentando invece la produzione prodotti di alta qualità.
I produttori del ‘Polo Sud’ lamentano l’assenza di adeguati controlli della qualità del vino da parte dello Stato, un’assenza che di fatto favorisce all’altro polo ‘centrale’, specializzato nella produzione di bassa qualità.
Ciononostante, il mercato registra una costante diminuzione del consumo di vodka e di altri superalcolici e il parallelo aumento di domanda di vino. Dopo un calo di consumi di vini nel biennio della crisi finanziaria (2008-2009) i consumi sono ritornati l’anno scorso sui livelli precedenti la fase economica negativa..
I produttori di vino auspicano una politica dello Stato indirizzata a incentivare il consumo di vini di buona qualità, riducendo le rispettive tasse e accise: attualmente, in base al rapporto con lo stipendio medio, il prezzo dei vini russi più economici supera di 5-6 volte quelli registrati nei Paesi europei. Inoltre, lo Stato potrebbe varare una legge speciale sul vino, classificando i prodotti insieme ad altri generi alimentari, mentre i vini rientrano attualmente nel comparto delle bevande alcoliche forti.
Questo aspetto ostacola lo sviluppo della produzione. Il legislatore deve eliminare le  lacune e le ambiguità esistenti per stimolare la produzione di vini veri, che costituiscono una piccolissima parte del miliardo di bottiglie prodotte in Russia ogni anno. In particolare in Russia non esistono regolamenti e neppure gli standard per questo tipo di prodotto.
Se dovesse essere approvato il programma di sostegno dell’industria del vino (il Governo l’ha preannunciato per il periodo 2012-2020), nel Sud della Russia dovranno essere piantate molte centinaia di migliaia di nuove vigne.
E ciò significherebbe lo sviluppo  di ottime opportunità anche per le industrie italiane, produttrici e esportatrici di moderne tecnologie per l’enologia di qualità.

fonte Russia 24

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